La lotta è una seduzione potente. Sia che affermi o che neghi. Guarda il mondo con quel buffo avanzare del tempo con cui si confondono i passanti, con cui gli amanti si cercano e con cui i demoni giocano a negare. E' il mondo dell'etica, il mondo dell'azione: ma lì tutto è tramonto!
La melanconia è diversa! Essa naviga tra tempo e non tempo, tra presente e memoria. Ci da l'immagine del divenire ma lo guarda da lontano. Non ne fa parte. La melanconia non afferma di essere e non lo nega. E' un limbo di esistenza che fa a meno della storia e del suo fastidioso brusìo. Incontra verità eterne e immutabili ma subito dopo la provvisorietà di un esistenza incerta ed esitante. Essa è fatta di frammenti, di bordi e di dolori marginali. E' fatta di pomeriggi, della fine della giornata quando ogni affermazione e tutte le negazioni sbiadiscono fino a svanire. Quando l'etica della giornata è solo il capriccio di un bimbo che batte i piedi.
E tutti questi giorni della vita più che alla storia spingono alla nostalgia, a quel ritorno intimo di cui del tempo non ne è che un attimo e in cui la verità ci appare ma solo per pochi minuti quando alla fine ci si arrende.